Seconda intervista a Monica RE-AGISCO – Imparare a riconoscere i pericoli e proteggere sé stesse

Quanto siamo realmente consapevoli di ciò che ci circonda quando camminiamo, corriamo o ci alleniamo da sole?

Durante l’incontro con Monica abbiamo affrontato un tema importante per tutte le donne: la sicurezza personale e la prevenzione delle aggressioni.

Un confronto ricco di consigli pratici, riflessioni e strategie per imparare a riconoscere le situazioni potenzialmente pericolose, gestire la paura e acquisire maggiore sicurezza nella quotidianità.

1. La prevenzione inizia dalla consapevolezza

Uno dei messaggi principali dell’incontro è stato che la prima forma di difesa è la capacità di osservare l’ambiente che ci circonda.

Quando camminiamo per strada, attraversiamo un parcheggio o ci alleniamo in un parco, è importante prestare attenzione ad alcuni elementi:

  • Osservare le persone e ciò che accade intorno a noi.
  • Individuare eventuali punti di riferimento, luoghi frequentati e possibili vie di fuga.
  • Evitare distrazioni eccessive dovute al cellulare o all’utilizzo delle cuffie.
  • Mantenere una postura naturale, aperta e uno sguardo attento.
  • Ascoltare le proprie sensazioni quando una situazione provoca disagio.

Essere consapevoli non significa vivere nella paura, ma imparare a muoversi con maggiore attenzione e tranquillità.

2. Il Codice di Cooper: conoscere i livelli di attenzione

Monica ha illustrato il Codice di Cooper, un modello che aiuta a comprendere i diversi livelli di attenzione e di percezione del pericolo.

  • Bianco: stato di completa distrazione e assenza di attenzione all’ambiente.
  • Giallo: attenzione rilassata ma consapevole. Osserviamo ciò che ci circonda senza essere in allarme.
  • Arancione: qualcosa attira la nostra attenzione e viene percepito come un possibile rischio.
  • Rosso: il pericolo è concreto e richiede una risposta immediata.
  • Nero: nella versione ampliata presentata durante l’incontro, rappresenta una condizione di forte paura o blocco, che può rendere difficile reagire.

L’obiettivo non è vivere continuamente in allerta, ma sviluppare una consapevolezza equilibrata, capace di aiutarci a riconoscere tempestivamente situazioni insolite.

3. Piccoli accorgimenti per una maggiore sicurezza

Durante l’intervista sono stati condivisi diversi suggerimenti per affrontare situazioni quotidiane.

In strada e nei parchi

Scegliere, quando possibile, percorsi conosciuti e frequentati, osservare l’ambiente e prestare attenzione alle persone che si avvicinano.

Nei parcheggi e quando saliamo in auto

Controllare l’ambiente circostante prima di avvicinarsi al veicolo, preparare le chiavi e, una volta entrate, chiudere le portiere senza trattenersi inutilmente.

Durante le camminate con i bastoncini

Abbiamo parlato anche dei bastoncini da Nordic Walking e trekking. Monica ha spiegato che, in una situazione di pericolo, è fondamentale conoscere i limiti degli oggetti che abbiamo con noi: un utilizzo improvvisato potrebbe aumentare il rischio anziché ridurlo.

Strumenti di autodifesa

È stato affrontato anche il tema dello spray al peperoncino, ricordando l’importanza di conoscere le disposizioni di legge, scegliere esclusivamente prodotti conformi e imparare a utilizzarli correttamente.

4. Difesa personale: l’obiettivo è mettersi in salvo

Un concetto importante emerso durante l’incontro riguarda il significato della difesa personale.

Difendersi non significa vincere un combattimento, ma cercare di interrompere una situazione pericolosa e raggiungere un luogo sicuro.

Monica ha sottolineato che le tecniche di autodifesa richiedono allenamento, pratica e capacità di adattamento.

Le situazioni reali possono essere imprevedibili e le reazioni alla paura cambiano da persona a persona.

Per questo motivo, seguire corsi specifici con professionisti qualificati può aiutare a sviluppare maggiore consapevolezza, capacità di valutazione e strategie di protezione.

5. Imparare a dire NO è già una forma di difesa

Un altro argomento significativo è stato quello dei confini personali.

Spesso, per educazione o timore di apparire scortesi, tendiamo a essere troppo disponibili anche quando una situazione ci mette a disagio.

Monica ci ha ricordato quanto sia importante imparare a:

  • Dire NO in modo chiaro e deciso.
  • Chiedere a qualcuno di mantenere le distanze.
  • Non sentirsi obbligate a essere sempre gentili o accondiscendenti.
  • Allontanarsi e chiedere aiuto quando ci sentiamo in pericolo.

La nostra sicurezza viene prima della paura di risultare scortesi.

6. Consapevolezza, movimento e libertà

Camminare, correre e allenarsi all’aria aperta rappresentano momenti preziosi per il nostro benessere fisico e mentale.

La paura non deve privarci del piacere di muoverci, ma la conoscenza e la prevenzione possono aiutarci a vivere queste attività con maggiore serenità.

L’incontro con Monica ci ha ricordato che la sicurezza personale non dipende soltanto dalla forza fisica, ma anche dall’attenzione, dalla preparazione e dalla capacità di prendere decisioni.

Essere consapevoli non significa avere paura. Significa imparare a prendersi cura anche della propria sicurezza.

Un ringraziamento a Monica

Ringrazio Monica per la disponibilità, la professionalità e per aver condiviso con noi indicazioni e riflessioni su un argomento così importante.

Chi desidera approfondire può contattarla attraverso il suo profilo Instagram e informarsi sui suoi corsi di difesa personale.

Questo incontro fa parte delle iniziative di sensibilizzazione legate al progetto Amore Senza Lividi, perché parlare di prevenzione, rispetto, consapevolezza e sicurezza significa anche contribuire alla tutela e alla libertà delle donne.

Il movimento ci fa stare bene. La consapevolezza ci aiuta a viverlo con maggiore sicurezza.